I PIACERI DELLA CARNE…
Jeremy Rifkin è un economista e filosofo statunitense fondatore e presidente della Foundation on Economic Trends (FOET), presidente della Greenhouse Crisis Foundation attivista del movimento pacifista ed ambientalista statunitense nonché strenuo vegetariano.
Nel 2001 uscì un suo libro dal titolo “Ecocidio. Ascesa e caduta della cultura della carne” nel quale sosteneva che poteri economici, scienziati, governi e multinazionali avrebbero erroneamente e per interesse indotto la gente a credere che le proteine animali sarebbero insostituibili, perché più complete per la salute umana, rispetto
alle proteine di origine vegetale; tali autorità sarebbero per questo complici di varie catastrofi come la distruzione delle risorse ambientali, la distruzione di ecosistemi millenari, l’estinzione di animali; inoltre la considerazione del bestiame come vero e proprio capitale e la diffusione della pratica carnivora hanno fortemente contribuito a scatenare ogni genere di conflitto, dalla piccola razzia di animali tra tribù, alla guerra di espansione per procurarsi nuovi pascoli per il bestiame, come per esempio la scoperta dell'America e il conseguente genocidio degli indiani autoctoni, condotto con la guerra e soprattutto con lo sterminio pianificato del bufalo, principale fonte di
sostentamento dei pellerossa, ma anche con lo sterminio delle popolazioni dell’America latina; tutto questo allo scopo di consentire agli europei di impiantare in quei luoghi i loro allevamenti che proliferarono grazie alla vegetazione rigogliosa e alle condizioni ambientali ideali . Il bestiame veniva riportato poi in Europa sottoforma di carne secca, pellame o carne per consumatori europei; dal momento però che per conservare la carne macellata e per mascherare gli effetti della putrefazione erano necessarie grandi quantità di spezie, scaturirono altre guerre per accaparrarsi le preziose erbette. Inoltre, a causa dalla consuetudine di ingrassare i bovini con i cereali in modo che la carne fosse venata di grasso, cominciò anche l'accaparramento delle terre per la produzione di cereali per alimentazione bovina. L’impatto sull'ambiente e sulle popolazioni dei paesi in via di sviluppo fu enorme. Le foreste dell'America centrale e del sud, migliaia di chilometri quadrati di foresta amazzonica e pluviale sono stai abbattuti per fare posto a pascoli per mandrie di bovini; tali processi di deforestazione, hanno portato alla desertificazione di porzioni enormi dell’ America e dell’Africa.
In questi giorni, sull’Espresso, veniva riportata la traduzione di un articolo scritto dallo stesso Rifkin in cui si sosteneva che anche l’ambiente troverebbe giovamento da una drastica riduzione del consumo di carne; infatti il bestiame che occupa il 26 per cento della superficie della terra genererebbe il 18 per cento dei gas serra, più ancora di quelli prodotti dai trasporti; quindi la carne che mangiamo è oggi il principale fattore di alterazione globale del clima. Gli animali da allevamento, in special modo i bovini, producono solo il 9 per cento dell'anidride carbonica derivante dalle attività umane, e generano una percentuale maggiore di gas più nocivi, come ad esempio il 65 per cento delle emissioni di protossido d'azoto, un gas che contribuisce al riscaldamento terrestre quasi 300 volte di più del biossido di carbonio, provenienti in gran parte dal letame o il 37 per cento del metano, che ha un effetto 23 volte superiore a quello dell'anidride carbonica come fattore di riscaldamento del globo.
Ci vogliono quattro chili di mangime per far ingrassare di mezzo chilo un manzo. Ciò significa che solo l'11 per cento di questo mangime serve a produrre il bue, mentre il resto viene consumato come energia nel processo di conversione, utilizzato per mantenere le normali funzioni corporee o espulso o assorbito in parti del corpo che non vengono mangiate, come il pelo o le ossa.
E’ una prospettiva curiosa a cui non avevo mai pensato e che potrei anche utilizzare il giorno in cui decidessi di diventare vegetariana; evitare di mangiare carne non tanto per la tutela degli animali ma per la salvaguardia dell’uomo e del clima del pianeta.
Dato comunque che Rifkin afferma che chi mangia carne ha il suo ruolo in tutto questo disastro, si evince che sono responsabile dello sterminio di migliaia di persone e delle alterazioni climatiche del globo, come anche tu, che stai leggendo che hai sempre mangiato carne e che in futuro, come me, probabilmente continuerai a mangiarne…
Sarà, ma che eravamo, come dire…, nella “merda” l’avevo già intuito da tempo…ora però so che si tratta in particolare di sterco bovino.
IL BEL PAESE…
Riflessione 1)
Pare che siano scomparse due bottiglie; no, non sono stata io, non erano due bottiglie di birra, erano molotov, in particolare le molotov del G8, proprio quelle che rappresentavano la prova più importante dell’accusa a carico dei poliziotti imputati dell’irruzione nella ormai famigerata scuola Diaz, bottiglie che sarebbero state portate dagli stessi poliziotti per creare indizi falsi al fine di incastrare i manifestanti che si trovavano nella scuola; in effetti i ragazzi sono stati “incastrati”, però negli angoli della scuola, rannicchiati a terra per essere gonfiati meglio con pesanti mazzate…Purtroppo senza le prove materiali il processo rimane congelato nella sua parte più delicata infatti, fino a che le molotov non verranno ritrovate, non potranno essere ascoltate le testimonianze relative alle bottiglie incendiarie, dal momento che le fotografie di un oggetto non possono sostituire l'oggetto corpo del reato, che deve essere materialmente riconosciuto.
Ci sarebbe da gridare al complotto, ma visto che siamo in Italia si potrebbe propendere per la soluzione più inquietante ma anche più normale per un paese come il nostro e cioè che siano state smarrite dalle amministrazioni “competenti” per incapacità, quindi per colpa e non per dolo. E’ possibile per esempio che siano state lasciate incustodite per terra nello “stanzino” delle prove e che la donna delle pulizie vedendo che si trattava di bottiglie vuote le abbia buttate via…un po’ quello che era successo a Roma con alcuni pacchi di schede elettorali.
Riflessione 2)
Il nostro è un grande Paese in cui vige uno stretto criterio meritocratico, infatti quelli che hanno avuto il merito di essere più “furbi”, di aver fregato il maggior numero di persone possibili, o di aver compiuto magari delitti efferati, vanno avanti diventano celebri e venendo premiati, mentre gli onesti sono solo una mandria di stupidi che non possono far altro che subire e soccombere.
Questa estate, a seguito dello scandalo di “calciopoli”: “ah, Moggi qua”, “ah Moggi là”, “ah Moggi il demonio”, “ah, vergogna!”; ora è presente in molte trasmissioni televisive sportive e, notizia di ieri, Moggi diventerà professore per un giorno, salirà in cattedra il prossimo 9 febbraio e arringherà gli studenti dell'Istituto tecnico commerciale 'G.B. Vico' di Acropoli in occasione di una giornata dedicata dall'istituto al tema dell'educazione allo sport.
"L'arrivo di Moggi - ha spiegato Michele Nigro, preside del Vico - coincide con la sospensione delle attività didattiche e l'attivazione di una serie di lezioni dedicate all'approfondimento di temi culturali e di più urgente attualità. Tra i temi, anche quello dell'educazione allo sport, con una serie di lezioni cui parteciperà, con il racconto delle sue esperienze personali, Luciano Moggi". Secondo il preside, Moggi è stato "il capro espiatorio di un sistema corrotto". E’ un po’ lo stesso discorso che alcuni fanno per Craxi, il fatto che anche altri abbiano rubato ma solo lui sia stato punito lo renderebbe meno colpevole anzi quasi povera vittima.
Mi viene da ridere, Moggi che insegna educazione allo sport…
Alla luce di questo potremmo proporre presto Moggi come ministro dello Sport, insieme a Fiorani ministro dell’Economia, Ricucci ministro del Tesoro, Donato Bilancia ministro della Giustizia (sommaria), Toto Riina agli Interni, Rosa Angela Bazzi ( ovvero la tenera signora della strage di Erba) al ministero della Famiglia - anche se qui sarei indecisa con la Franzoni- e Provenzano come Presidente del Consiglio.
ZANNA BIANCA DOVE SEI ?
Fin dall’inizio dei tempi si è creato un rapporto strettissimo tra gli animali e l’uomo, sia che fossero prede, avversari, o predatori; l’uomo provava per gli animali sentimenti di odio, rispetto, adorazione, paura e le caratteristiche proprie di ogni animale, erano per l'uomo primitivo qualcosa da temere o rispettare; la caccia era un nobile sfida per la sopravvivenza così importante da essere utilizzata come rito di iniziazione dei giovani.
Con il tempo gli animali, agli occhi dell’uomo, diventarono sempre più simili a lui. Era possibile, mediante riti particolari, mettersi in contatto con loro per auspicarne la cattura, per esprimerne il rispetto, o, cosa più importante, cercare di carpirne capacità come forza, astuzia, agilità, ecc…Nacquero poi le divinità antropomorfe; l'animale diventò un
dio, e la sua rappresentazione diventò quella di un essere in parte animale e in parte uomo. Un esempio furono le divinità egiziane ma non solo; in tutte le mitologie dei popoli primitivi comparvero esseri simili, non sempre in qualità di divinità ma tuttavia sempre figure cariche di significati magici e religiosi. Gli animali selvaggi ebbero un ruolo centrale nella mitologia di vari paesi anche distantissimi tra loro.
In seguito però la funzione dell'animale antropomorfo mutò: da simbologia di una forza naturale con cui l’uomo doveva necessariamente avere a che fare, esso diventò la rappresentazione di vizi e virtù umane e di sfaccettature della personalità dell’uomo.
Oggi si tende a riversare sugli animali, per lo più quelli domestici, tutte le nostre frustrazioni, insicurezze, paure e il risultato qual’ è? L’uomo si è dimenticato del vero e naturale rispetto che deve intercorrere tra lui e l’animale; tale rispetto dell’uomo verso la natura consisteva proprio nel trattare l’animale da animale e non da uomo.
E invece oggi ecco spuntare cimiteri e alberghi per soli animali, cappottini e accessori di ogni genere per animali domestici, atti tutti ad umiliare quelle povere bestie, con conseguente perdita dell’identità degli animali che non sanno più chi sono, smarriti, frustrati e con problemi psicologici, proprio come l’uomo.
NikoTinbergen e Konrad Lorenz furono i fondatori dell’etologia, quella scienza che studia gli animali non dal punto di vista umano, cioè alla maniera dell’antropomorfismo, ma nella maniera del teriomorfismo, vale a dire l’animale in quanto tale, dal punto di vista dell’animale. L’antropomorfismo è una posizione che può portare ad una delle massime presunzioni degli uomini e cioè quella di presumere di interpretare gli altri per come gli altri sono, dimenticando che siamo noi a interpretarli.
Il risultato è quindi questo: psicologi e farmaci antidepressivi per gli animali.
Anche gli animali potrebbero dire oggi “si stava meglio quando si stava peggio”…
E poi che palle gli animalisti: e la caccia no, e la pesca no, e niente pellicce, e bisogna essere vegetariani o addirittura vegani…non solo si tendono a considerare gli animali come gli uomini ma si cerca di negare che anche l’uomo è un animale; è contro natura pensare che l’uomo non mangi carne dato che la natura l’ ha creato onnivoro. Intendiamoci i vegetariani o vegani che siano possono mangiare tutto quello che vogliono purchè non vengano a dirmi cosa devo mangiare, anche perché alla carne non rinuncio.
Per fortuna ancora oggi c’è chi porta avanti il nobile e antico rito della caccia e ristabilisce la gerarchia tra cacciatore e preda…alla faccia degli animalisti.
ANGELI O DEMONI?

Stava lì, seduto alla scrivania; un vecchio uomo di novantun anni. La stanza era buia; solo la luce del fuoco che bruciava nel caminetto e quella di una lampada che illuminava il centro del tavolo sul quale stava scrivendo qualcosa su un foglio, con una penna d’oca bianchissima, o così pareva.
“19 agosto 1980
Scrivo queste parole perché so che ormai i miei giorni terreni sono giunti al termine, così come anche la mia dannazione terrena.
Venne anche per me il momento in cui Dio mi mise alla prova; mi disse: “Vai Serathon, mio fidato angelo, scendi sulla terra e prendi per me una vita”.
Si trattava di una vita di appena tre settimane.
Entrai in casa; la madre, una giovane donna di nome Klara, si era allontanata dalla stanza dopo aver sopito con una dolce cantilena i vagiti della piccola creatura avvolta in una calda coperta. Il bimbo ora stava dormendo nella culla placido e indifeso, incosciente di quello che sarebbe stato il suo terribile futuro.
Mi avvicinai a lui consapevole del mio dovere e pronto ad eseguire il mio compito.
Improvvisamente il piccolo spalancò gli occhi, due occhi azzurri e profondi come il cielo da cui provenivo; mi fece un grande sorriso dovuto probabilmente alla vista delle mie ampie ali color perla, fulgide come i raggi del sole e dal mio aspetto che era tanto rassicurante quanto tremendo il mio incarico.
Fu in quel momento che esitai; come potevo compiere un atto del genere? Come poteva Dio darmi un compito così tremendo? Era solo un bambino. La mia fede vacillò, non eseguii l’ordine, condannando me alla dannazione eterna e milioni di persone alla morte.
Dio per questo mi punì.
Fui incarnato in uomo; nacqui nello stesso giorno della mia disobbedienza, il 12 maggio 1889; la mia vita passò relativamente tranquilla fino al giorno in cui il bimbo che salvai allora dalla morte, ormai diventato uomo, costrinse me e la mia famiglia ad una vita da reclusi e in seguito decretò la morte di tutti i miei cari e non solo.
Dio mi condannò inoltre ad essere l’unico a sopravvivere allo sterminio della mia famiglia.
Voglio chiedere scusa all’umanità intera e, a più di trent’anni dalla vostra morte, voglio chiedere scusa soprattutto a te Edith, mia cara moglie e a voi due mie adorate figlie Margot e Annelies Marie, perché con la mia mancanza di fede vi ho condannate ad una vita tremenda e ad una morte atroce.
Avrei voluto potervi raccontare tutto, esprimervi il mio tormento e chiedervi perdono per quello che avevo fatto quando ancora eravate in vita.
Avrei voluto, ma non ho avuto il coraggio di confessarvi di essere, io stesso, la causa dei nostri mali e della nostra disgrazia.
Cara piccola Anna, queste parole che qui ho scritto, a differenza del tuo diario ormai conosciuto in tutto il mondo, non verranno mai lette da alcuno.”
In fede:
Otto Heinrich Frank (angelo decaduto)
Si alzò dalla scrivania e con passo lento e stanco si avvicinò al caminetto; guardò per un ultimo istante il foglio; fissò soprattutto le lettere che componevano il nome SERATHON; sì, proprio quello, fino a qualche decennio prima e per secoli, era stato il suo nome.
Gettò il foglio tra le fiamme insieme alla piuma con la quale lo aveva scritto, ultimo ricordo della sua ormai lontana esistenza angelica.
Si sedette sulla poltrona e guardò bruciare la carta mentre un pensiero continuava a tormentarlo:
“Eppure bastava poco quel giorno, quel maledetto giorno; bastava solo che sfiorassi con la mano il viso del piccolo Adolf e lui sarebbe morto; perché ho esitato? Chi ero io per mettere in dubbio la volontà di Dio? Dio mi ha affidato una grande missione e io l’ ho tradito; o forse Lui stesso sapeva che avrei fallito e scelse me di proposito per punirmi e per dare una lezione all’umanità? Non dovrei tormentarmi così, forse era proprio quello che Lui voleva. No, non può essere, è solo il mio ennesimo tentativo di dare una giustificazione al mio fallimento…”
E su questo pensiero, ormai stremato, chiuse gli occhi e lentamente si addormentò per un’ultima e definitiva volta.