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lunedì, 05 maggio 2008

DICHIARAZIONI…D’AMMORE…


Premesso che a me non può fregare di meno se la mia dichiarazione dei redditi viene letta da vicini e conoscenti ai quali potrei al massimo consigliare amichevolmente di farsi una “padellata di cazzi loro”.
Premesso che è palese che agli italiani, ma non solo, piace conoscere gli affari degli altri per poi poter criticare, insinuare e spettegolare gratuitamente tanto che, in poche ore, si è riusciti ad intasare il sito dell’ Agenzia delle entrate.. della serie l’Italia che lavora…
Premesso che l’unico motivo che mi viene in mente per il quale Visco abbia scelto di fare un atto simile, proprio durante il passaggio delle consegne al nuovo governo di destra, è quello di creare danni economici al futuro governo, confidando sulla pronta reazione delle associazioni di consumatori che, contagiate dalla pericolosissima sindrome di “forum/mi manda rai tre/iene/striscia la notizia” sono pronte a chiedere risarcimenti per qualsiasi minima e inutile stronzata (anche se non nego che ogni tanto tali associazioni svolgano anche una qualche funzione di pubblica utilità…); sarebbe infatti lo Stato a dover pagare la cifra richiesta dal Codacons (che si è, per l'occasione, costituito parte offesa), e stabilita arbitrariamente da quest’ultimo in un ammontare di 20 miliardi di euro e cioè 520 euro per ciascuno dei 38 milioni di contribuenti italiani, qualora la richiesta fosse minimamente fondata.
Ma, mi chiedo: e se io non volessi un risarcimento per il semplice fatto che non mi ritengo danneggiata? (certo 520 euro, così, “a babbo morto” non fanno schifo a nessuno…) e se la pensassero in questo modo anche altri italiani, magari anche una buona parte dei consumatori che il Codacons pretenderebbe di tutelare e rappresentare?

Non è che magari il “tesoretto” del quale si parlava e che è poi magicamente scomparso in realtà esiste veramente e la sinistra, non avendo avuto il tempo di spartirselo, non vuole che sia la destra a beneficiarne…
…o forse siamo soltanto di fronte ad una nuova politica di Visco per la redistribuzione dei redditi…


Postato da: jaryg a 23:25 | link | commenti (2)

sabato, 19 aprile 2008

GOSSIP GIRL    

Ma non è fantastico? Tre mesi fa, data dell’ultimo mio post, svegliandomi e aprendo la pagina delle notizie, avrei potuto ripiombare nel sonno leggendo di qualche conferenza o intervista di Prodi che ha un entusiasmo pari a quello di Leonardo Manera di Zelig e i cui interventi, come dice Massimo Granellini sulla stampa on-line, “provocavano improvvisi attacchi di sonnolenza persino fra le guardie del corpo, con rischi gravissimi per l’ordine pubblico.” Qui potete trovare tutto il divertentissimo articolo.
E invece cosa ti trovi? Di nuovo lui, sì proprio lui, Silvio, che ti allieta con il suo carisma, la sua simpatia da gran compagnone e le sue battute pregne di un’ironia dalla sensibilità seconda solo a quella di Cartman di South Park.
Il primo incontro di Silvio è proprio con il suo amicone Putin invitato dal neo premier in Sardegna a Porto Rotondo.
Per ricambiare Putin dello spettacolo con tanto di danzatrici del ventre offertogli durante l’ultima sua visita in Russia nella Dacia sul lago Valdai, Silvio offre al “russo dagli occhi di ghiaccio” lo spettacolo della compagnia del Bagaglino con Pippo Franco, Leo Gullotta, Oreste Lionello (magari vestiti da odalische che ballano la danza del ventre… che bella immagine vero…?) Chissà che due coglioni si è fatto Putin... proprio il Bagaglino che non fa ridere noi italiani buontemponi (a parte qualche raro caso) potete immaginarvi un uomo algido come lui che viene dal freddo siberiano; forse avrebbe aiutato un litro di vodka…
Ma il caso del giorno sembra essere il gesto del mitra che Silvio ha rivolto ad una acuta e pungente giornalista russa che trovandosi di fronte il suo, ancora per poco formalmente, premier gli rivolge una tagliente domanda sul suo divorzio dalla moglie e sulla sua presunta storia con un’ex-ginnasta russa.
Ma come? Ti trovi davanti Putin e la domanda migliore che ti viene da fare è una domanda di gossip? Grazie, giornalista! Hai fatto proprio un grande favore alle donne facendoci passare per le solite comari stupide e superficiali…
E poi versa una lacrimuccia fingendo sdegno e terrore per il gesto di Silvio e facendo finta di temere per quello che potrebbe farle Putin, pensando alla politica di ridimensionamento dei giornalisti scomodi che alcuni sembrano attribuirgli… Ma ti pare che Putin si sporcherebbe le mani e si impegnerebbe a far star zitta proprio te, che hai un giornalismo dirompente come quello che “Striscia la notizia” ha nei suoi servizi “contro” Berlusconi, quando lo chiama “cavaliere mascarato” o quando lo prende in giro per i suoi tacchi, i suoi lifting, i suoi capelli che compaiono e scompaiono, per le sue scorribande paniche ad Arcore con ninfette che si rincorrono tra gli alberi cercando di scampare alle suo vogliose grinfie…
Ma va, va…
E allora su, cantiamo tutti in coro: “Meno male che Silvio c’è…


Postato da: jaryg a 14:35 | link | commenti (2)

martedì, 22 gennaio 2008

MA QUANTO PARLANO...  

Altro che ridotti al silenzio

La Chiesa, ad esempio, dice sì alla famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Per questo si oppone alla regolamentazione per legge delle coppie di fatto, o all'introduzione di registri che surrogano lo stato civile. Non la muove il moralismo, o peggio il desiderio di infliggere pesi inutili o di frapporre ostacoli gratuiti. Al contrario, abbiamo a cuore davvero il futuro e il benessere di tutti. Conferendo diritti e privilegi alle persone conviventi, apparentemente non si tolgono diritti e privilegi ai coniugi, ma si sottrae di fatto ai diritti e ai privilegi dei coniugi il motivo che è alla loro radice, ossia l'istituto matrimoniale che nessuno - a questo punto − può avere l'interesse a rendere inutile o pleonastico, o a offuscare con iniziative, quali il divorzio breve, che avrebbero la forza di incidere sulla mentalità e il costume, inducendo atteggiamenti di deresponsabilizzazione”.[…]

La Chiesa, mentre fermamente si oppone alle discriminazioni sociali poste in essere a motivo dell'orientamento sessuale, dice anche la propria contrarietà all'equiparazione tra tendenze sessuali e differenze di sesso, razza ed età. C'è un gradino qualitativo che distanzia le prime dalle seconde, e non è interesse di alcuno misconoscere la realtà che appartiene alla struttura dell'essere umano in quanto tale.
Come non scorgere nelle teorie che tolgono ogni rilevanza alla mascolinità e alla femminilità della persona, quasi che queste siano una mera convenzione pseudo-culturale, un'accentuazione oggettivamente autolesionistica, un deprezzamento alla fin fine della stessa corporeità che si vorrebbe unilateralmente esaltare? Facile obiettare che la Chiesa non dovrebbe ingerirsi in queste questioni: diciamo anche noi, con Benedetto XVI (nel Discorso alla Curia Romana, 22 dicembre 2006), forse che la persona non ci deve interessare? Come facciamo a non curarci del destino e della felicità di coloro al cui servizio siamo mandati? ”


Pare che la Chiesa sostenga che la gente ancora si sposi perché è obbligata a farlo quindi se si vuole mantenere in vita l’istituto del matrimonio che in realtà nessuno più vuole (a quanto pare, secondo la Chiesa) non c’è altra scelta che imporlo come imporre anche il sesso della persona con cui ci si vuole accoppiare per far sì che l’individuo che crede di essere felice accoppiandosi con persone dello stesso sesso ma che in realtà felice non è diventi una persona felice…

Ma sbaglio poi o per la Chiesa il matrimonio è indissolubile davanti a Dio? ( ovviamente Dio chiude un occhio e forse anche due se si unge la Sacra R(u)ota). Chi divorzierà al massimo non sarà un buon cattolico in quanto peccatore ma non scioglierà mai per la Chiesa il vincolo coniugale che ha sancito davanti all’Altissimo…
Quindi cosa importa alla Chiesa se i coniugi che non vogliono più essere tali fanno ricorso ad un divorzio breve?
Risposta: ingerenza e contraddizione.

Il resto delle vaccate pronunciate dal cardinale Angelo Bagnasco presidente della Conferenza Episcopale, alla riunione del Consiglio episcopale permanente, è qui.
Cavolo quanto parlano...


Postato da: jaryg a 23:44 | link | commenti (2)

sabato, 12 gennaio 2008

COINCIDENZE DELLA VITA  

Coincidenze della vita o scherzi del destino, chiamateli come vi pare.
Mi riferisco alla storia dei due fraelli inglesi che dopo essersi sposati senza sapere del loro rapporto di stretta parentela e, venuti in seguito a conoscenza del fatto che in realtà erano gemelli, hanno chiesto al giudice l’annullamento del matrimonio.
Premesso che sono figlia unica e non so che legame intercorra e quali sino i rapporti  tra fratello e sorella, mi chiedo come possa essere possibile che cambi il tuo sentimento per una persona di cui sei innamorato e da cui sei attratto anche fisicamente, quando vieni a conoscenza che in realtà è il tuo gemello.
Il destino poi è stato particolarmente crudele con te perché con tutti gli individui di sesso opposto che ci sono in Gran Bretagna hai incontrato proprio tuo fratello/sorella gemello/a e di lui/lei ti sei innamorato/a.
O forse si tratta solo di una leggenda metropolitana? Oppure centra il fatto che martedì prossimo alla Camera dei Lord andrà al voto la revisione delle norme sull'inseminazione artificiale e sul diritto del bambino di conoscere l'identita' dei genitori biologici?
Mah…


Postato da: jaryg a 19:02 | link | commenti (4)

sabato, 15 dicembre 2007

TRANSGENIA VIRTUALE

Con una recentissima sentenza della Cassazione, che ha confermato la condanna della Corte d'Appello di Firenze per un ragazzo toscano accusato del reato di sostituzione di persona, si stabilisce che chi fornisce una falsa identità su Internet rischia di finire in carcere.

"Al fine di procurarsi un vantaggio e di recare un danno" ad una donna, spiega la sentenza n.46674 della Suprema Corte, "creava un account di posta elettronica apparentemente intestato a costei e, utilizzandolo, allacciava rapporti con utenti della rete Internet e induceva in errore sia il gestore del sito sia gli utenti".
Rigettando il ricorso dell'imputato, la Cassazione ha ritenuto di difendere così "la pubblica fede, in quanto questa può essere sorpresa da inganni relativi alla vera essenza di una persona o alla sua identità o ai suoi attributi sociali".
Nel caso di specie, "il soggetto indotto in errore - si legge nella sentenza - non è tanto l'ente fornitore del servizio di posta elettronica, quanto piuttosto gli utenti della rete, i quali, ritenendo di interloquire con una determinata persona, in realtà inconsapevolmente si sono trovati ad avere con una persona diversa", infatti, "non è affatto indifferente, per l'interlocutore, che 'il rapporto descritto nel messaggiò sia offerto da un soggetto diverso da quello che appare offrirlo, per di più di sesso diverso".

Data questa motivazione pare che si voglia intendere, quindi, che spacciarsi per un’altra persona dello stesso sesso è meno grave che spacciarsi per un'altra persona di sesso diverso…
Forse i giudici in questione sono frequentatori di chat e a caccia di prede e reduci da brutte esperienze per giunta; magari credevano di aver rimorchiato su internet una bella fanciulla e invece durante il primo appuntamento si sono trovati davanti un uomo barbuto e nerboruto di nome Jessica…


Postato da: jaryg a 11:05 | link | commenti (8)

venerdì, 30 novembre 2007

POVEVO PVINCIPVE…

Facce come il culo in Italia ne avevamo già tantissime, c’era tutto questo bisogno di farne entrare altre?
Prima o poi ce lo dovevamo aspettare; mi riferisco ai Savoia e alla loro all’alzata di testa dei giorni scorsi. Certo magari se fossimo stati in Francia la testa glie la avrebbero fatta volare via molto prima anziché dargli la possibilità di salvare la pelle, possibilità che ora gli ex reali chiamano in modo molto irriconoscente e negativo “esilio”.
I real poveretti si sentono violati nei loro diritti in particolare sostengono che lo Stato italiano ha violato sia la Costituzione, il principio di uguaglianza e il diritto alla proprietà, sia la Convenzione europea dei diritti dell'uomo che aveva ratificato e bla, bla, bla…
Così, prima hanno mandato al presidente del Consiglio e al capo dello Stato una lettera di richiesta per danni morali subiti con l’esilio dicendo che è solo una questione di principio e di giustizia per la violazione dei loro diritti; poi però hanno incaricato un avvocato per avviare un procedimento per ricorrere alla Corte Europea dei diritti dell’uomo per ottenere un risarcimento per danni morali che hanno quantificato nella modesta e simbolica cifra di 260 milioni di euro per “i danni subiti dai Savoia con l'esilio, il pretium doloris e il danno alla vita di relazione". Inoltre nel computo dei danni, è considerato il divieto ancora in vigore per gli eredi maschi di avere beni in Italia , insomma rivogliono anche tutti i beni (immobili e gioielli) che gli sono stati portati via.
Hanno specificato però che i soldi non sono per loro, sia ben chiaro, perché hanno intenzione di devolverli ad una fondazione la “Fondazione Savoia” che si occuperà di portare avanti progetti in favore delle fasce meno agiate della popolazione per aiutare gli italiani che ne hanno bisogno"
Inoltre Emanuele Filibevto ha dichiarato che "sicuramente i Savoia li spenderanno meglio di come li sta spendendo questo governo". Premesso che allo stato attuale chiunque potrebbe dire di spenderli meglio, visti i precedenti (associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso, e di sfruttamento della prostituzione e legami con esponenti della criminalità organizzata siciliana) probabilmente la fondazione impegnerà quei soldi in modo molto costruttivo, per esempio:

1) gestire una casa di appuntamenti con squillo a buon prezzo ("Il 'capo' avrebbe preferito una bionda e ha giudicato 200 euro eccessivi per la prestazione"), per loro stessi, per gente di classe, mafiosi o politici che, per esempio, a causa dei loro impegni sentono la mancanza della moglie, fornendogli un "pacchetto completo".

2) creare una società che acquisterà medicinali da società farmaceutiche di “loro amici” per inviarle nei paesi del terzo mondo; si tratterà ovviamente di roba non proprio tarocca, “ma roba di basso costo in barba a qualsiasi brevetto”, per esempio flebo, specifichiamo ancora tutta roba assolutamente “di bassissimo costo perchè è per il terzo mondo". ("Bassissimo costo! Quella è acqua! E' acqua e zucchero").

3) organizzare manifestazioni filantropiche, per raccogliere fondi a favore di associazioni che assistono minorenni vittime di abusi sessuali e maltrattamenti in famiglia, con la speranza di incontrare in tali eventi povere ragazzine minorenni da raggirare e costringere a subire “nobili” prestazioni sessuali ("Speriamo che ci sian delle belle bambine, così le s...", dice Gian Nicolino Narducci, stretto collaboratore di Vittorio Emanuele, al principe, che ribatte subito: "Subito, sì, urlando!").

4) Traffico illecito di armi.

5) Tornei di tiro a segno al tedesco.

I poveracci si lamentano della vita grama che hanno avuto e di tutti gli stenti che hanno sofferto nella loro villa con piscina in Svizzera durante il loro esilio; probabilmente si sono fatti forti anche a seguito dello spot svizzero per disincentivare l’immigrazione che è stato mandato in onda in diversi stati dell’Africa occidentale, per far vedere come in realtà la Svizzera non sia un paradiso per gli immigrati, anzi tutt’altro.
"Papà, sono Christian, va tutto bene". Un giovane africano parla da una cabina telefonica di un non ben definito paese europeo. Sotto una pioggia battente racconta al genitore la sua nuova vita, ha fatto un buon viaggio, è ospitato da amici e studia all'università. Tutto falso, soltanto fantasie. Mentre narra la sua storia sul piccolo schermo la verità viene smentita da immagini rapide e violente che mostrano l'esatto contrario. E' un clandestino, è stato protagonista di un drammatico sbarco, alloggia in centro di detenzione, campa di elemosine, è braccato dalla polizia. Il sogno occidentale per lui è un incubo e il messaggio è chiaro: non ci venite, non credete a chi vende miraggi, qui è dura da morire, statevene a casa; questo mondo non è fatto per voi.
Dopo oltre due minuti di episodi maledetti, appare lo slogan conclusivo. "Scappare non vuol dire costruirsi una nuova vita". Il ministro della Giustizia elvetico, il conservatore di destra Christoph Blocher, ha dichiarato: "Dobbiamo mostrare agli africani che la Svizzera non è l'Eden".


Postato da: jaryg a 12:32 | link | commenti (1)

lunedì, 26 novembre 2007

MR.EDDY: LESSON N. 1   

L’educazione stradale è importante; magari, mentre ti trovi a percorrere in macchina una strada, fai un sorpasso sgradito alla macchina davanti, forse perché azzardato o con qualche gesto scortese di troppo; può capitare per questo che il conducente della macchina sorpassata non gradisca e se hai la sfortuna che questa persona sia anche un violento, magari un pluripregiudicato, ti insegua con la macchina, si piazzi di fianco a te, ti costringa ad accostare e a fermarti su una piazzola di servizio; se si è arrabbiato particolarmente forse ti fa scendere a forza dalla vettura e ti gonfia di botte riducendoti in fin di vita per poi ripartire tranquillo sulla sua vettura lasciarti dolorante in mezzo alla strada…
Pensate che vi stia raccontando la scena di un film? quella di Strade Perdute di David Lynch in cui Mr. Eddy, il gangster locale, “insegna” l’educazione stradale al tipo che lo ha appena superato facendogli il dito…?
E invece no, è un fatto di cronaca avvenuto alle 13.00 di ieri sull’autostrada A10 tra Genova e Varazze in una piazzola di sosta; la vittima è Franco Giuliani spedizioniere fiorentino di 61 anni che e' stato appunto massacrato a calci e pugni da Paolo Iuliano, sanremese di 32 anni pluripregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona, il quale stava viaggiando in macchina insieme alla compagna e due parenti. All'origine del pestaggio c'era stato un diverbio a causa di un sorpasso poco gradito da Iuliano. La vittima è riuscita a guidare fino all'area di servizio di Sant'Ilario, a Genova, ha chiesto soccorso ed è stato trasportato in ambulanza all'ospedale San martino di Genova, dove poi è andato in arresto cardiaco. I medici lo hanno rianimato e ora versa in condizioni disperate nel reparto di rianimazione del nosocomio genovese. Era stato lui stesso, prima di perdere i sensi, a riferire che all'origine del pestaggio c'era stato un diverbio per questioni di viabilita'.


Postato da: jaryg a 15:00 | link | commenti (14)

giovedì, 15 novembre 2007

SVIZZERA, LA NAZIONE DELL’AMMMORE…

Mentre in Italia il mondo del calcio sta esplodendo in tutta la sua violenza pare invece che la Svizzera abbia preso alla lettera lo slogan “fate l’amore e non fate la guerra”.
E’ di questi giorni la notizia infatti che 12 tra giocatori ed ex giocatori della squadra di calcio del Football Club Thun del cantone di Berna siano stati fermati con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali (in forme diverse) con una quindicenne ( la quale è il caso di dire che si è proprio fatta tutta una squadra di calcio) ; I 12 indagati affermano che la maggior parte dei rapporti sessuali avvenivano con il consenso della ragazzina che a questo punto definirei grande tifosa, una specie di groupie…Ora i giocatori indagati rischiano parecchio perché, indipendentemente o meno dal fatto che siano atti avvenuti con il consenso della minorenne, la legge penale svizzera in materia è molto chiara: gli atti contro l'integrità sessuale sono perseguiti d'ufficio se commessi con una persona di età inferiore ai 16 anni e la differenza di età tra le persone coinvolte è maggiore di tre anni. Chi si rende colpevole di un simile reato rischia fino a cinque anni di prigione.
Solo poco tempo prima due giocatori della squadra di disco su ghiaccio, due speranze dell’hockey locale de La Chaux-de-Fonds, sono stati condannati per stupro a 30 mesi di carcere da scontare rispettivamente a 22 mesi con la condizionale.
In vari cantoni svizzeri diversi allenatori di squadre giovanili sono stati condannati per abusi sessuali su minorenni. Casi di abusi sono venuti alla luce anche nell'ambito della ginnastica, del nuoto e dello sci alpino.
Il problema è preso molto sul serio dalla dirigenza della squadra locale di calcio di Berna gli Young Boys . Charles Beuret, portavoce del club, sostiene che i giocatori stranieri senza famiglia sono i più esposti. Per questa ragione, il club cerca di fornire loro un accompagnamento per integrarli e un sostegno sociale, affinché le "scappatelle sessuali" diventino superflue. Un po’ come accade per i nostri politici insomma… Ma in Svizzera non ci sono “veline”? Sarebbe forse il caso di esportargliene un po’ delle nostre.
Beuret parla di un codice di condotta, firmato da tutti i membri di una squadra e che prevede pesanti sanzioni in caso di violazione. "Ogni club deve provvedere affinché le relazioni tra i giocatori e i tifosi siano conformi alle norme sociali”.
Pare che in Svizzera gli abusi sessuali su minori in ambito sportivo in generale, non solo nel calcio, siano molto frequenti, si parla di circa 5000 casi all’anno.
Però questi svizzeri, li fa freddo ma sembra che non riescano proprio a tenersi i pantaloni allacciati.
Il problema è così ampio che dal 1998 l'Ufficio federale dello sport e Swiss Olympic hanno dato via ad una campagna denominata "mira" il cui obiettivo principale è di proteggere i giovani dagli abusi sessuali nello sport.
In Svizzera ogni anno molti minorenni attivi in società sportive subiscono degli abusi sessuali o delle violazioni della loro sfera intima A macchiarsi di questi delitti sarebbero soprattutto gli allenatori e i responsabili delle società; la maggior parte delle volte gli abusi avvengono fuori delle mura delle società, per esempio a casa degli allenatori, e non al loro interno.
Insomma in Svizzera gli allenatori svolgono un po’ il ruolo sociale dei preti qui in Italia…


Postato da: jaryg a 12:28 | link | commenti (5)

lunedì, 09 luglio 2007

WE WANT GORE…

Week-end all’insegna del “gore”:

Gore part one:

Si è tenuto il tanto pubblicizzato evento del Live Earth, megaconcerto diviso in più locations sparse nei vari continenti, organizzato da Al Gore per sensibilizzare la popolazione mondiale sul problema dell’inquinamento e del conseguente cambiamento climatico; chiaramente inutile allo scopo, ma buona campagna pubblicitaria per l’organizzatore e forse per la candidata alle presidenziali negli Usa, la democratica Hillary Clinton, sempre che lo stesso Gore non decida all’ultimo di candidarsi al posto di lei (pare che sia ancora indeciso…). I soldi derivati dai biglietti venduti e dagli sponsor, oltre a finire a pagare le varie star esibitesi sul palco, verranno devoluti in beneficenza per la causa ecologista ma in che modo verranno impiegati non è stato per niente spiegato, forse per pagare impianti di depurazione e filtraggio per le multinazionali che operano nei paesi dove non esistono norme sull’inquinamento terracqueo e atmosferico e che non vogliono spendere un soldo per evitare tale inquinamento…? Boh…
A parte le polemiche sul fatto che per spostarsi le star hanno utilizzato jet privati che inquinano e sul dispendio energetico utilizzato per far funzionare il carrozzone, oltre allo smacco allo povertà ostentato da Snoop-Dogg con il suo catenazzo d’oro al collo (poverino chissà quanto gli pesava…) e il microfono con il suo nome scritto con diamanti, altra nota stonata erano le pubblicità mandate in onda da Mtv e la 7 tra un’esibizione e un’altra e un dibattito sullo sviluppo sostenibile e l’altro: pubblicità di macchine, cellulari e dell’Eni…
Gli spettatori saranno stati sensibilizzati? Probabilmente alcuni sì per quel paio di ore della durata del concerto, poi si ritorna alla vita normale…

Gore part two:

Maratona gore-splatter horror, in ordine di qualità:

Buio omega di Joe D’Amato, 1979. Autopsie, mutilazioni, smembramenti come deriva del desiderio erotico. Il protagonista imbalsama la fidanzata della quale era morbosamente innamorato dopo che lei muore e la tiene in casa con se mentre la governante insidia sessualmente il giovane e ricco ereditiero aiutandolo inoltre a disfarsi dei cadaveri delle giovani donne che gli capitano in casa…

L’aldilà - E tu vivrai nel terrore di Lucio Fulci, 1981 con occhi che schizzano dalle orbite, volti disciolti nell’acido. Sfortunata la protagonista che eredita un motel costruito su una delle sette porte dell’inferno e Michele Mirabella mangiato dalle tarantole.

E infine due perle del cinema gore tedesco a bassissimo budget e bassissima qualità ma che pare siano diventati dei cult per gli amanti del genere estremo:

Nekromantik di Jorg Buttgereit, 1987: necro-splatter con al centro della vicenda un uomo che si porta a casa interi cadaveri dal posto di lavoro per la felicità della mogliettina in un perfetto ménage a trois necrofilo, fino a che lui non perde il posto di lavoro e lei lo lascia perché non può più portarle regalini a casa: lui sbrocca; morbosamente poetico con commoventi (o ridicole, fate voi…) scene splatter alla love story; dulcis in fundo scena finale porno-necro-shakespeariana.
La scena più disturbante del film rimane quella dello sgozzamento e successivo scuoiamento di un povero coniglietto (questa del tutto vera, purtroppo niente effetti speciali…)

Violent Shit di Andreas Schnaas, 1987: questo è il peggio del peggio in ogni senso, pur non essendoci un senso, schifosamente trucido con pompette meccaniche che schizzano succo di mirtillo a go go…con il protagonista (e qui ho i brividi a chiamarlo così) che da piccolo uccide la madre con una mannaia piccola, poi cresce e dopo vent’anni, scappato al controllo della polizia, va in giro a uccidere, sempre a mannaiate (pare però che anche la mannaia sia cresciuta con l’età…), chiunque capiti nel bosco dove lui si trova a vagare. In lingua tedesca senza sottotitoli ma dati i pochi e probabilmente inutili, dialoghi chi mai si sbatterebbe per tradurlo in italiano o in inglese…ma tanto si capisce (o non si capisce) lo stesso benissimo anche senza traduzione…

Alla quarta autopsia e svisceramento è scattata l’assuefazione…

Ma ritornando sul tema dell’ecologia stanno iniziando in Australia le riprese di Daybreakers un horror fantascientifico pregno di vampiri sotto la regia dei fratelli Spierig.
La storia si svolge nel 2017, in un mondo con scenari apocalittici in cui l’umanità è quasi totalmente vampirizzata, di conseguenza le riserve di sangue iniziano a scarseggiare. Così, ha inizio la lotta tra due fratelli vampiri: uno schierato dalla parte degli umani Ethan Hawke, che si adopera per trovare risorse alternative al sangue, l’altro il fratello cattivo Willem Dafoe che al contrario vorrebbe creare degli allevamenti di umani al fine di utilizzarli come cibo. Effetti speciali creati dalla Weta Workshop di Peter Jackson. Si pone l’importante questione dello sviluppo sostenibile e della ricerca di fonti di sostentamento alternative per la pacifica convivenza tra razza umana e razza vampira. Horror per sensibilizzare le coscienze umane….


Postato da: jaryg a 14:02 | link | commenti (24)

giovedì, 28 giugno 2007

GIOCHI DI PAROLE…

“Sì, la vita è tutta un quiz…” cantavano in una nota trasmissione di diversi anni fa.

1) Il nuovo capo della polizia chiamato a sostituire De Gennaro indagato dalla procura di Genova per falsa testimonianza in occasione della “pulizia” alla Diaz durante il G8 di Genova, è Antonio Manganelli
Chi sarà il nuovo portavoce ufficiale del Social Forum per il prossimo G8?
A) Gino Sampietrino
B) Salvatore Estintore

2) Per le minacce e le pallottole inviate a Bagnasco è stata subito indagata la Lioce questo perchè
nella cella della detenuta è stata trovata una busta con su scritta una frase sbiadita nella quale si distinguevano questi frammenti di parole: "...ne do...asco.. ne......religios..."; minacce? Macchè, in realtà si trattava solo di una busta proveniente da un'associazione di volontariato cattolico intestata "Associazione Don Vasco Nencioni per la ricerca religiosa"; la busta si era logorata a seguito del passaggio da una mano all'altra, da un detenuto all'altro.
E’ facile il fraintendimento, è facile come confondersi tra pontefice e carnefice.
Secondo voi che c’è scritto qui:
 “…asco…ogna !

3) Assolta l’insegnante che aveva punito un suo alunno dodicenne facendogli scrivere cento volte “sono un deficiente”, perchè il ragazzo impediva ad un suo compagno di entrare nei bagni riservati ai maschi dicendogli: "Non sono per te questi gabinetti", "Tu sei una femminuccia, un gay".
Il padre del ragazzo aveva denunciato la maestra e a seguito della denuncia il pm Ambrogio Cartosio aveva chiesto per la professoressa una detenzione di due mesi per abuso di mezzi di correzione perché secondo il pm tale punizione sarebbe stata sproporzionata rispetto al comportamento del suo alunno.
Passi il padre che ha denunciato la maestra, infatti se il figlio è così deficiente un motivo ci sarà, ma non il pm che ha proceduto con l’accusa portando la povera insegnante a giudizio.
Fortunatamente un giudice sensato ha assolto l’insegnante con la motivazione che: "Far scrivere cento volte all'alunno Sono un deficiente non è una punizione umiliante, anzi: è un mezzo pedagogico del tutto lecito".
Il ragazzo però si è dimostrato non solo deficiente ma anche ignorante perché ha scritto per cento volte “deficente”…
Sulla sproporzione della punizione sono d'accordissimo solo che a me è sembrata sproporzionata per difetto; premesso che la maestra come punizione appropriata avrebbe dovuto dare al “cucciolo d’uomo” cento calci nel sedere, secondo voi quanti calci nel sedere avrebbero dovuto dare:
A) l'insegnante al padre qualora si fosse presentato davanti a lei per lamentarsi…?
B) il giudice al pm per avergli fatto perdere tempo…?

4) Mentre leggevo questa notizia mi appariva in basso a sinistra nella pagina web questo spassosissimo slogan pubblicitario “Vaffan’mutuo, Mutuo Arancio”; questo però solo per chi ha un lavoro a tempo indeterminato; a chi invece è precario le banche dicono una cosa simile; la prima parola è la stessa ma la seconda è di quattro lettere anziché cinque. Vediamo chi indovina qual è…?


Postato da: jaryg a 09:29 | link | commenti (8)